OGM: rischio o opportunità

Saluto dell’associazione Coscioni  Ancona 19 aprile 2016

Mi è gradita l’occasione, affidatami forse quale socio senior e magari anche come naturalista da una vita, di introdurre l’argomento di questa serata presentando anche i relatori che hanno offerto la loro preziosa disponibilità per questo incontro.

Ringrazio prima di tutto l’associazione studentesca Gulliver che con noi lo ha organizzato .

Come promesso non mi dilungherò, soprattutto per lasciare – al centro della serata – gli interventi dei relatori assai qualificati, ma non posso esimermi dall’indicare le motivazioni che mi hanno portato qui per l’Associazione Luca Coscioni. Lo farò con le poche, essenziali parole. Quelle che sono stampigliate sulla tessera di quest’anno: “per la libertà della ricerca scientifica”.

Ciò è appunto quanto recita il primo comma dell’articolo 2 del nostro Statuto, “promuovere la libertà di ricerca scientifica…e le altre libertà civili; affermare in particolare i diritti umani, civili e politici”; affermare “il pluralismo, l’obiettività e la trasparenza dell’informazione al pubblico e della comunicazione”; perseguire “il miglioramento della qualità della vita e della protezione dell’ambiente “.   

La nostra associazione non resta alle enunciazioni, ma che – come già visto per altre materie (penso magari alla procreazione assistita di cui tutti avete sentito parlare)  – “promuove ed esercita azioni nelle sedi giudiziarie civili, amministrative e penali e dinanzi alle Autorità di garanzia… tutela in tutte le sedi giudiziarie i diritti e gli interessi dei cittadini agendo, resistendo o intervenendo nei giudizi civili, amministrativi, tributarie può costituirsi parte civile quale associazione rappresentativa degli interessi lesi dal reato, nei processi relativi ai fatti penalmente rilevanti che direttamente, o indirettamente, ledono o mettono in pericolo i beni giuridici ed i diritti nelle materie elencate appunto all’art. 2 “di questo nostro Statuto.

Chi vi parla, nella limitatezza delle sue capacità professionali ed occasioni di vita, ha espresso il proprio impegno civile di fatto nel secolo scorso. Oggi però posso tranquillamente testimoniare che non avrei mai creduto, entrando nel 21º secolo, che ci si sarebbe dovuti ancora così tanto impegnare, nei campi più disparati, per affermare e difendere questa sacrosanta libertà, appunto quella della ricerca scientifica.

Già quand’ero studente mi sembrava impossibile che si potesse credere a suggestioni indimostrabili. Purtroppo se ci si guarda intorno, e voi tutti dal privilegiato osservatorio dell’università lo potete ancor meglio verificare, che siamo circondati da questo tipo di fenomeni. Fatti che nulla hanno a che fare con il metodo scientifico, appunto il metodo della ricerca che credevamo affermato da diversi secoli. Certo molti errori sono in agguato dappertutto e sono sempre possibili, ma ben sappiamo che caratteristica propria del “metodo” è quella di affinare sempre più i suoi strumenti, verificarli e migliorarli continuamente. Sempre con il precipuo fine di ridurre il margine d’errore.

Ovviamente nulla dirò, anche per evidente ignoranza in materia, sugli argomenti che saranno ampiamente trattati dai relatori, ma non posso nascondere che mi incuriosisce oltre modo (seppur lo stimolo viene da livello di banali letture, genericamente nel settore della genetica agraria) dagli argomenti che vedo proliferare in questi tempi, dal genome editing, alle esperienze di cisgenesi, da quelle definite di transgenesi fino alle soluzioni del cosiddetto silenziamento genetico.

Di fronte a tante istintive curiosità, che ritengo del tutto naturali per chi spera nel progresso dell’umanità, mi trovo troppo  spesso di fronte ad episodi, a fatti anche molto gravi, che ho direttamente conosciuto nell’arco della vita. Fatti che a grandi linee però credo ben noti un po’ a tutti i giovani presenti in quest’aula.

Chi non ricorda gli scontri chi ci furono nel nostro nostro paese per la cura anticancro del dottor Bonifacio, il veterinario che credeva che le capre non si ammalassero di cancro? O del dottor del dottor Di Bella che solo vent’anni fa  mise in piedi anche una teoria complottistica? Più recentemente, rammenterete tutto quello che è successo con la cosiddetta sperimentazione di una terapia per malattie neurovegetative, cioè la Stamina Foundation del ben noto Davide Vannoni. Vicende svolte a cavallo di pressioni politiche e fantasiose azioni giudiziarie?

Forse, ed ancor più per me che ai tempi lavoravo nel mondo della fitoterapia, fu di grande impatto  la pubblicazione su Nature di una ricerca del francese Jacques Benveniste? Un effetto scioccante allora, un po’ in tutto il mondo della ricerca, certo assai di più che non i dati taroccati di recente, proprio sugli OGM,  dal professor Federico Infascelli dell’università di Napoli.  Nulla ovviamente dirò su un “falso scientifico” di grande attualità, e con gravi conseguenze, quello della fantasiosa correlazione tra vaccinazioni ed autismo.

Riflettiamo un attimo sul complesso di questi fatti. Oggi siamo arrivati  a far si che sia un giornalista, addirittura uno storico  come Paolo Mieli, sul Corriere della Sera del febbraio scorso, ponga, un po’ per tutti noi, le giuste domande. Ricordo che interveniva sul virus ZIKA  paventando che per avere delle zanzare geneticamente modificate ci si sarebbe dovuti rivolgere “di nascosto alla Oxitec”! 

Ho terminato, grazie. 

Ora la parola passa ai relatori che successivamente risponderanno alle  domande dei presenti. Una questione breve e subito la relativa risposta. Speriamo così di far svolgere un dibattito utile e costruttivo. 

Proprio per sottolineare  come si possa affrontare un argomento ampio e difficile in maniera più produttiva che nel nostro parlamento. Rammento, quasi provocatoriamente non sapendo se risulta anche a voi, che la professoressa Elena Cattaneo, ricercatrice universalmente nota nel campo delle cellule staminali e senatrice a vita, attende ancor oggi, dopo un anno e mezzo dalla richiesta, un appuntamento per discutere sugli OGM, con il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.

Buona sera a tutti

Per visionare l’intero dibattito visitare il seguente link: https://www.radioradicale.it/scheda/473420

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